Primo fra tutti quello di vivere, lavorare e amare a prescindere dai propri natali.
È con un atto di ribellione che spesso inizia il cammino verso un ideale di democrazia e libertà, ma è inseguendo la giustizia che potrà essere raggiunto.
Questo è quello che accade ai nostri protagonisti, nell’arco di una storia che ha come tema profondo il senso della giustizia e il valore della ribellione.
Opponendosi ad una giustizia cieca, il buttero Andrea si dà alla fuga, diviene brigante, cadendo egli stesso nell’illusione di farsi giustizia da solo.
Inseguendo un amore che sente vero, la contessina Elena sacrifica se stessa, i suoi diritti di nascita, la propria bellezza, per poi scoprire, vagando per quella terra ribelle, quanto può essere ingiusto l’amore e amara la libertà.
Il Lupo, brigante per i ricchi e uomo saggio e giusto per i poveri, lotterà contro gli abusi dei signori e le ingiustizie sociali.
Eppure alla fine del sentiero, dopo essere stati messi a dura prova dagli eventi, dai nemici spietati, dalla natura stessa, aspra e ostile, scopriranno che la giustizia è come un cavallo selvaggio: bisogna inseguirla, domarla, meritarla e se necessario cambiarla, perchè ciò che appare come una legge immutabile oggi, domani potrebbe risultare un sopruso.
Una storia epica di amicizia, amore, lealtà, ma anche di tradimenti e vendette, di ricchezze blasonate ma anche di miseria, di soprusi. Una vicenda al confine tra la realtà e la leggenda che racconta il nostro West, la vita e le gesta dei cavalieri solitari, dei butteri e dei briganti, delle donne coraggiose che, sfidando il destino, lottano contro l’ingiustizia e le sopraffazioni, mentre sullo sfondo sta nascendo una nazione.
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