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Volevo solo vendere la pizza
Dove è più facile aprire un’impresa?
In un paese dove si possono fare affari con relativa semplicità.
Nella classifica della Banca Mondiale, l’Italia è all’82° posto, dopo il Kazakhistan, la Serbia, la Giordania e la Colombia. Merito della nostra infernale burocrazia.
Un giornalista prova a diventare imprenditore. Segue i corsi di primo soccorso, quello antincendio, quello sulla prevenzione degli infortuni. Frequenta commercialisti e avvocati. Informa le “lavoratrici gestanti” dei rischi che corrono – ma solo quelle “di ètà superiore ad anni 15”. E poi c’è l’ASL con tutti i regolamenti sull’igiene e l’obbligo di istallare e numerare le trappole per topi (non basta il topicida, vogliono fare una statistica?). C’è persino il decalogo che insegna quando bisogna lavarsi le mani. Compra centinaia di marche da bollo, compila (e paga) un’infinità di bollettini postali. Sei mesi dopo e con centomila euro di meno, apre finalmente l’attività: un piccolo negozio di pizza d’asporto. Ma a quel punto si trova a dover fare i conti con i cosiddetti “lavoratori” e con i sindacati. Dopo due anni infernali, chiuderà bottega: non è sfiga, è il sistema. ‘Volevo solo vendere la pizza’ , Luigi Furini, ed. Garzanti.
Da questo bestseller, il film:
Una commedia sociale, graffiante ma di grande respiro popolare.
Il resoconto di due anni impossibili, con tanti aneddoti spassosi.
Eroica e sfortunata protagonista, una piccola società che “voleva solo vendere la pizza”.
E’ in corso la scrittura della sceneggiatura, affidata a Paolo Logli e Alessandro Pondi. |
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